Login

Spagna, parola dell'anno è "populismo"

Venerdì, 30 Dicembre 2016 11:34

"Populismo" è la parola del 2016 in Spagna. Lo ha annunciato Fundéu BBVA (Fundación del Español Urgente), un'istituzione creata dall'agenzia di stampa spagnola EFE e dalla banca BBVA con l'obiettivo di vigilare sulla qualità della lingua spagnola nei mezzi di comunicazione. 
La Fundéu ha comunicato di aver scelto questa parola, che originariamente ha carattere neutro, per essersi arricchita di diverse connotazioni e per essere diventata un'arma da utilizzare nel dibattito politico.
"Sembra chiaro - ha spiegato il coordinatore di Fundéu Javier Lascuráin - che...

Vota questo articolo
(0 Voti)

Durante le scorse settimane Google e altre aziende attive nello sviluppo di applicazioni per intelligenza artificiale e traduzione automatica hanno annunciato, pur senza rivelare dettagli, progressi notevoli per le loro applicazioni grazie a nuovi sviluppi delle reti neurali.
Abbiamo chiesto ad Alessandro Moschitti, esperto di apprendimento automatico e linguistica computazionale dell’Università di Trento, se si tratti di vera rivoluzione e se i progressi annunciati corrispondano a un reale avanzamento nella capacità delle macchine di tradurre e capire il linguaggio umano. Gli abbiamo chiesto, inoltre, di spiegarci come effettivamente funzionino le reti neurali e se queste possano lavorare come quelle del cervello umano.

Vota questo articolo
(0 Voti)

Circa due terzi delle pubblicazioni scientifiche di tutto il mondo sono oggi redatti in lingua inglese, una lingua che è oggi universalmente riconosciuta come la la lingua franca della scienza e dell'economia. Secondo alcuni ricercatori della celebre università britannica di Cambridge (University of Cambridge), tuttavia, il fatto che almeno un terzo della letteratura scientifica globale sia pubblicata in lingue diverse dall'inglese rappresenta ancora un grande ostacolo alla diffusione del progresso scientifico. Paradossalmente, però, il gruppo di ricerca britannico ritiene che la soluzione del problema non sia nell'adozione della propria lingua come lingua franca...

Vota questo articolo
(0 Voti)

Due ricercatori della Stanford University hanno condotto una serie di studi per dimostrare come l'inglese afro-americano vernacolare (Jive), e cioè la variante dell'inglese americano parlato dagli afroamericani negli Stati Uniti d'America, sia spesso fonte di pregiudizi e discriminazioni nei tribunali statunitensi.
I linguisti John R. Rickford e Sharese King sono partiti dalla vicenda di Rachel Jeantel, una testimone auricolare nel processo a George Zimmerman, un giovane accusato di aver ucciso nel febbrario del 2012 il diciassettenne Trayvon Martin in Florida. Zimmerman è stato assolto per...

Vota questo articolo
(0 Voti)

Un gruppo di neuroscienziati del celebre centro di ricerca statunitense Massachussetts Institute of Technology (MIT) ha annunciato di aver individuato un legame tra la dislessia e una ridotta plasticità del cervello umano. Gli scienziati che hanno condotto la ricerca ritengono che il cervello delle persone dislessiche abbia una ridotta capacità di abituarsi a stimoli ripetuti, un tratto generalmente conosciuto come adattamento neurale. Questa ridotta abilità sarebbe responsabile del fatto che, quando le persone dislessiche vedono la stessa parola ripetutamente, le regioni del cervello responsabili per la lettura non mostrebbero di avere la stessa capacità di adattamento di quelle di persone non dislessiche. Questo dimostrerebbe, a detta degli autori della ricerca,...

Vota questo articolo
(0 Voti)

Un gruppo di ricerca statunitense ha condotto uno studio che dimostrerebbe come la memoria di lavoro (dall'inglese "working memory") e il modo in cui bambini apprendono siano strettamente correlati. La memoria di lavoro, conosciuta anche come memoria a corto termine, è la memoria che ci permette di manipolare informazioni per un breve arco di tempo. 
Gli autori della ricerca, attivi presso l'ateneo statunitense University of Missouri, ritengono che dislessia e disturbi dell'apprendimento possano essere determinati da un cattivo funzionamento della memoria...

Vota questo articolo
(0 Voti)

Sebbene gli Stati Uniti siano attualmente al centro di enormi flussi migratori e il numero di coloro che parlano lo spagnolo nel paese sia in costante aumento, la popolazione statunitense che parla una lingua diversa dall'inglese è in realtà in costante diminuzione. Lo rivela un rapporto della American Academy of Arts and Sciences che sostiene che tale tendenza possa avere conseguenze fortemente negative sull'economia del paese e sui suoi scambi internazionali e culturali. 
Secondo il rapporto, solo il 20 cento della popolazione residente negli Stati Uniti (circa 60 milioni) è in grado...

Vota questo articolo
(0 Voti)

All'inizio dell'attuale anno scolastico diversi istituti scolastici statunitensi hanno annunciato che avrebbero utilizzato per l'insegnamento delle lingue straniere il celebre software Rosetta Stone. Sorprendemente, tuttavia, il software ha iniziato a essere utilizzato in queste scuole non come strumento complementare all'attività di classe in presenza di un'insegnante, ma in sua sostituzione. Molte scuole statunitensi, infatti, oltre ad avere problemi strutturali di fondi per l'insegnamento delle lingue straniere, hanno anche carenza di figure professionali qualificate.
La decisione di queste scuole ha suscitato un dibattito acceso sull'opportunita di sostituire la figura dell'insegnante con applicazioni per computer e dispositivi mobili e sulla reale efficacia di questi software nell'insegnamento in generale e in quello linguistico in particolare.
Il centro di ricerca statunitense Christensen Institute è intervenuto nel dibattito...

Vota questo articolo
(0 Voti)

Lo status socioeconomico di un bambino può risultare determinante per il suo sviluppo linguistico nei primi anni di vita. A questa conclusione è giunto un gruppo di ricerca dell'università statunitense del Maryland (University of Maryland), che ha condotto una ricerca sul tema.
La ricerca ha provato a verificare l'ipotesi secondo la quale tutti i bambini, indipendentemente dalle condizioni socioeconomiche in cui vivono, possano imparare le strutture grammaticali grazie a input minimi. Secondo questa teoria, inoltre, solo maggiori opportunità di ascolto possono permettere...

Vota questo articolo
(0 Voti)

Navigando sul sito www.informalingua.com con il browser configurato in modo che accetti i cookie, o utilizzando i dispositivi mobile, viene dato il consenso all'utilizzo dei cookie presenti in questo sito.