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"Madre: donna unica, lottatrice, affettuosa, dedita e forte che si occupa di te durante tutta la tua vita". È questa una delle definizioni alternative della parola madre che la campagna "Qué es una Madre", lanciata nei giorni scorsi in Spagna, propone per il dizionario della lingua spagnola della RAE (Real Academia de la Lengua Española). Lo riferisce il quotidiano El País secondo il quale il dizionario della RAE attualmente definisce la parola madre in una delle sue quindici accezioni "donna o femmina animale che ha...

Le recenti vittorie di Virginia Raggi e Chiara Appendino nelle elezioni comunali di Roma e Torino segnano probabilmente una svolta nell'uso della grammatica della parità per cariche di potere in ambito amministrativo e politico. Le due nuove sindache, tuttavia, hanno espresso pareri contrapposti rispetto a come vogliono essere chiamate: la Appendino ha chiaramente fatto intendere di voler essere chiamata sindaca, mentre la Raggi ha fatto sapere di non essere molto interessata alla questione e ha chiesto comunque di essere chiamata sindaco. Abbiamo chiesto alla Professoressa di linguistica e glottologia presso l'Università di Roma Tor Vergata, Stefania Cavagnoli, di spiegarci come mai il rifiuto della lingua di genere venga spesso proprio dal mondo femminile e perché la grammatica della parità venga vista come una forma di degradazione piuttosto che come un'opportunità.

Per quali ragioni il politicamente corretto genera molto spesso diffidenza e addirittura rifiuto in modo così trasversale? Che cos'è veramente il politicamente corretto? È possibile formarsi in qualche modo rispetto al suo uso? Dobbiamo sentirci in colpa quando lo usiamo a sproposito o non lo usiamo affatto? La lingua italiana pone particolari problemi per la sua applicazione? Argomentare in modo politicamente scorretto è sinonimo di libertà di pensiero e di anticonformismo?
Abbiamo provato a rispondere a tutti questi quesiti in un'intervista con Fabio Rossi, professore di linguistica italiana dell'Università di Messina.

L'America Dialect Society, un'associazione statunitense fondata nel 1889 che si occupa dello studio della lingua inglese nel Nord America e di altre lingue o dialetti da essa influenzati, ha scelto come parola dell'anno per il 2015 il pronome "they" nella sua accezione diffusasi recentemente negli Stati Uniti di pronome personale neutro singolare in sostituzione del maschile "he" e del femminile "she" per indicare persone che non accettano la tradizionale visione binaria dei sessi. 
Lo scorso anno il celebre quotidiano Washington Post ha deciso...

Si possono eliminare parole da un dizionario solo perché offensive per determinati gruppi sociali? Questo dibattito è stato recentemente molto sentito in Spagna dove diversi gruppi e associazioni della comunità rom spagnola hanno chiesto ufficialmente alla Real Academia de la Lengua Española (RAE), l'autorità per la lingua dei paesi di lingua spagnola, di modificare la definizione di "gitano" nel proprio dizionario. 
Secondo quanto riferisce l'agenzia spagnola EFE, il direttore della RAE, il famoro teorico e critico letterario Dario Villanueva, ha spiegato che le parole che possono risultare offensive o discriminatorie per...

La nuova edizione del dizionario dell'Accademia svedese, che uscirà il prossimo 15 aprile, conterrà una lista di vocaboli politicamente corretti da raccomandare in sostituzione di parole come "neger" e "zigenare" (in italiano negro e zingaro). La lista contiene circa 100 parole per cui è indicata un'alternativa ritenuta non offensiva per le categorie sociali o i gruppi etnici rappresentati da tali parole. 
Tra le grandi novità di questa nuova edizione del dizionario figura quella dell'introduzione del pronome personale neutro "hen" che si aggiunge al maschile e...

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