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L'eccessiva semplificazione del linguaggio della politica messa in atto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima in campagna elettorale e poi durante le prime settimane del suo mandato potrebbe rappresentare un serio rischio per la democrazia. A sostenerlo è il linguista svizzero Jacques Savoy dell'Università di Neuchatel che teme che il linguaggio della politica vada sempre più nella direzione della brevità e dell'estrema semplificazione imposta dai messaggi di Twitter. 
La ricerca, pubblicata sul portale Digital Scholarship in the Humanities, ha analizzato e quantificato le enormi differenze di stile dei candidati alle elezioni presidenziali statunitensi...

Anche il linguista Fabio Rossi prende posizione contro l'appello dei 600 del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. Intervistato da Informalingua, del quale è spesso un interlocutore, il professor Rossi è entrato nel merito delle questioni sollevate dall'appello criticandone l'impianto generale. Un ritorno alla "grammatichetta" del passato, sostiene Rossi nel suo intervento, significherebbe riproporre proprio il modello che ha portato alla situazione attuale. Solo un intervento serio sulle abilità degli studenti di utilizzare diverse varietà dell'italiano può migliorare il livello della scrittura a qualsiasi livello.

A rendere gli adulti meno rapidi e flessibili nell'apprendimento di una seconda lingua rispetto ai bambini sono soprattutto condizionamenti di carattere sociale e psicologico e non cambiamenti nella configurazione del cervello. Ad affermarlo è la linguista statunitense Gita Martohardjono, che ha condotto un progetto di ricerca su due diverse popolazioni bilingui degli Stati Uniti: gli ispanici che parlano spagnolo a casa ma la cui lingua dominante è l'inglese e gli ispanici che sono fluenti in inglese ma la cui prima lingua resta lo spagnolo. La Martohardjono ha utilizzato la risonanza magnetica per analizzare l'attività cerebrale di diversi rappresentanti dei due gruppi...

Il linguista-antropologo Mark A. Sicoli ha condotto una ricerca per cercare di capire come e quando siano migrate le prime popolazioni nelle Americhe. Secondo quano riferisce il sito Phys.org, il ricercatore si è avvalso della tecnologia dei big data per studiare la diversità delle lingue delle prime popolazioni che hanno raggiunto il territorio americano e creare dei collegamenti utili per capire il modo in cui questi insediamenti si sono configurati. 
Sicoli, che insegna presso l'università della Virginia (University of Virginia), ritiene che i collegamenti tra i diversi ceppi linguistici delle Americhe siano più complessi di quanto...

La scorsa settimana il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità ha lanciato un appello sul declino della lingua italiana nelle università firmato da oltre seicento (nel frattempo diventati 673) accademici. Nel loro appello i professori universitari hanno chiesto al governo e al Parlamento di fissare come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti. Il gruppo, inoltre, ha chiesto una revisione delle indicazioni nazionali, l’introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo, e la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all’esame di terza media. Successivamente alla pubblicazione dell'appello il Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica (GISCEL) ha criticato le modalità dell'intervento e risposto punto per punto alle argomentazioni del Gruppo di Firenze. Abbiamo intervistato il professor Alberto Sobrero, che è anche il segretario del GISCEL, di entrare del merito dei problemi sollevati dall'appello.

I genitori che rispondono spesso al telefono cellulare in presenza di bambini molto piccoli possono pregiudicare le loro abilità linguistiche. Lo riferisce la ricercatrice statunitense Kathy Hirsh-Pasek, direttrice del Temple University Infant and Child Laboratory di Filadelfia, che conduce da diversi anni una serie di ricerche in merito.
In un'intervista rilasciata al portale KPCC, la Hirsh-Pasek ha spiegato che le frequenti risposte al telefono creerebbero delle interruzioni nella tipica dinamica di interazione tra genitore e bambino. Tale dinamica presuppone che il bambino, almeno nei primissimi anni di vita, possa far riferimento...

Uno studio condotto da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'università neozelandese di Waikato (University of Waikato) dimostrerebbe che gli individui bilingui o plurilingui sono linguisticamente più creativi.
Secondo la ricerca gli individui bilingui e plurilingui avrebbero infatti maggiori capacità di creare associazioni analogiche, associazioni di pensiero che rappresentano una delle caratteristiche dominanti del pensiero creativo. In particolare, la ricerca dimostrerebbe che gli individui plurilingui hanno maggiori abilità creative nell'esecuzione di determinati compiti.
I ricercatori hanno coinvolto nella loro sperimentazione 117 individui adulti...

Un gruppo di linguisti dell'università statunitense del New Mexico (University of New Mexico) ha avviato un progetto di ricerca per analizzare come si sia evoluto il linguaggio del rap negli ultimi vent'anni. I ricercatori hanno provato, in particolare, a capire se il rap degli artisti statunitensi degli ultimi anni presenti le stesse questioni socioeconomiche al centro del lavoro di artisti come Tupac Shakur, un celebre rapper morto nel 1996 e ancora molto influente sulla scena rap mondiale che ha dedicato molta attenzione a temi come la violenza di strada, il razzismo e la diffusione delle armi negli Stati Uniti. "Volevamo dimostrare - ha spiegato...

Perché gli esseri umani parlano attualmente oltre 7mila lingue? Perché queste lingue non sono distribuite in modo uniforme sulla terra? A queste due centrali domande della linguistica ha provato a rispondere un gruppo di ricerca internazionale, coordinato dall'università statunitense del Colorado (Colorado State University), attraverso l'utilizzo di un modello di simulazione informatica. 
Allo sviluppo della ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista internazionale Global Ecology and Biogeography, hanno preso parte linguisti, geografi, antropologi e biologi provenienti da...

I bambini in età prescolare che riescono a schiacciare brevi pisolini durante il giorno riescono ad avere un migliore sviluppo linguistico rispetto a quelli che non riescono a farlo. A fare questa scoperta è stato un gruppo di ricerca dell'università statunitense dell'Arizona (University of Arizona), che ha verificato in via sperimentale come brevi pisolini permettano ai bambini di registrare meglio nella propria memoria l'apprendimento di nuovi vocaboli. 
In particolare, i ricercatori hanno testato per quanto...

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