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Un gruppo di ricerca dell'università di Vienna sta utilizzando dei modelli utilizzati dalla fisica della diffusione per sistemi complessi per cercare di capire come si siano diffuse le lingue lungo l'asse spazio-temporale.
In particolare i ricercatori stanno applicando i modelli conosciuti come automi cellulari all'analisi dell'evoluzione della lingua slovena Carinzia, una regione dell'Austria meridionale confinante con il Friuli Venezia-Giulia e la Slovenia. 
Sotto il concetto interdisciplinare di fisica della diffusione si raccolgono...

Sebbene l'applicazione di modelli computazionali possa fornire dati sempre più accurati per lo studio dell'evoluzione dei sistemi linguistici, il ruolo di linguisti esperti in carne ed ossa resta determinante. È questa la conclusione di uno studio realizzato dal centro di ricerca tedesco Max-Planck-Insitute für Menschheitsgeschichte.
L'analisi di grandi banche dati relative allo sviluppo storico delle lingue, infatti, può solo essere condotta manualmente da esperti storici della lingua, secondo i tre ricercatori che hanno realizzato la ricerca e cioè Johann-Mattis List, Simon Greenhill e Russell Gray.
Il gruppo di ricerca ha testato le capacità di differenti sistemi...

Il linguista statunitense Mark Aronoff ha condotto una ricerca per dimostrare come la lingua inglese sia molto più autoregolata di quanto comunemente di creda. 
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica "Language", si è concentrata sulla pronuncia dell'inglese e su come il sistema fonologico di questa lingua si sia in qualche modo autoregolato come quello di inglese, francese e italiano, sebbene a differenza di queste tre lingue l'inglese non disponga di autorità istituzionali che regolano o provano a...

L'Italia dispone di una politica linguistica? Il governo dovrebbe intervenire in maniera più incisiva sulle principali questioni linguistiche del nostro paese? Qual è il ruolo di organismi come l'Accademia della Crusca e la Società Dante Alighieri? A queste e altre domande ha risposto il celebre linguista e storico della lingua italiana Luca Serianni, con il quale abbiamo anche parlato della questione dell'italiano nei corsi magistrali del Politecnico di Milano, di scuola e dell'appello dei 600, dell'italiano nella pubblica amministrazione, dell'affermazione della lingua di genere e del declino presunto o reale della nostra lingua.

Un gruppo di ricerca statunitense guidato dallo psicologo Michael Frank ha utilizzato un nuovo approccio statistico per capire se le abilità grammaticali degli esseri umani siano innate o se, invece, si sviluppino con il tempo e la pratica. I ricercatori, tutti attivi presso la celebre università statunitense di Stanford (Stanford University), sono arrivati alla conclusione che i bambini di età fino a due anni sviluppano le proprie abilità grammaticali in base alla seconda delle due teorie.
Secondo gli studiosi la competenza grammaticale dei bambini si sviluppa gradualmente. Il suo sviluppo, in particolare, subirebbe un accelerazione dopo il ventiquattresimo mese...

L'eccessiva semplificazione del linguaggio della politica messa in atto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima in campagna elettorale e poi durante le prime settimane del suo mandato potrebbe rappresentare un serio rischio per la democrazia. A sostenerlo è il linguista svizzero Jacques Savoy dell'Università di Neuchatel che teme che il linguaggio della politica vada sempre più nella direzione della brevità e dell'estrema semplificazione imposta dai messaggi di Twitter. 
La ricerca, pubblicata sul portale Digital Scholarship in the Humanities, ha analizzato e quantificato le enormi differenze di stile dei candidati alle elezioni presidenziali statunitensi...

Anche il linguista Fabio Rossi prende posizione contro l'appello dei 600 del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. Intervistato da Informalingua, del quale è spesso un interlocutore, il professor Rossi è entrato nel merito delle questioni sollevate dall'appello criticandone l'impianto generale. Un ritorno alla "grammatichetta" del passato, sostiene Rossi nel suo intervento, significherebbe riproporre proprio il modello che ha portato alla situazione attuale. Solo un intervento serio sulle abilità degli studenti di utilizzare diverse varietà dell'italiano può migliorare il livello della scrittura a qualsiasi livello.

A rendere gli adulti meno rapidi e flessibili nell'apprendimento di una seconda lingua rispetto ai bambini sono soprattutto condizionamenti di carattere sociale e psicologico e non cambiamenti nella configurazione del cervello. Ad affermarlo è la linguista statunitense Gita Martohardjono, che ha condotto un progetto di ricerca su due diverse popolazioni bilingui degli Stati Uniti: gli ispanici che parlano spagnolo a casa ma la cui lingua dominante è l'inglese e gli ispanici che sono fluenti in inglese ma la cui prima lingua resta lo spagnolo. La Martohardjono ha utilizzato la risonanza magnetica per analizzare l'attività cerebrale di diversi rappresentanti dei due gruppi...

Il linguista-antropologo Mark A. Sicoli ha condotto una ricerca per cercare di capire come e quando siano migrate le prime popolazioni nelle Americhe. Secondo quano riferisce il sito Phys.org, il ricercatore si è avvalso della tecnologia dei big data per studiare la diversità delle lingue delle prime popolazioni che hanno raggiunto il territorio americano e creare dei collegamenti utili per capire il modo in cui questi insediamenti si sono configurati. 
Sicoli, che insegna presso l'università della Virginia (University of Virginia), ritiene che i collegamenti tra i diversi ceppi linguistici delle Americhe siano più complessi di quanto...

La scorsa settimana il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità ha lanciato un appello sul declino della lingua italiana nelle università firmato da oltre seicento (nel frattempo diventati 673) accademici. Nel loro appello i professori universitari hanno chiesto al governo e al Parlamento di fissare come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti. Il gruppo, inoltre, ha chiesto una revisione delle indicazioni nazionali, l’introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo, e la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all’esame di terza media. Successivamente alla pubblicazione dell'appello il Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica (GISCEL) ha criticato le modalità dell'intervento e risposto punto per punto alle argomentazioni del Gruppo di Firenze. Abbiamo intervistato il professor Alberto Sobrero, che è anche il segretario del GISCEL, di entrare del merito dei problemi sollevati dall'appello.

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