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L'Italia dispone di una politica linguistica? Il governo dovrebbe intervenire in maniera più incisiva sulle principali questioni linguistiche del nostro paese? Qual è il ruolo di organismi come l'Accademia della Crusca e la Società Dante Alighieri? A queste e altre domande ha risposto il celebre linguista e storico della lingua italiana Luca Serianni, con il quale abbiamo anche parlato della questione dell'italiano nei corsi magistrali del Politecnico di Milano, di scuola e dell'appello dei 600, dell'italiano nella pubblica amministrazione, dell'affermazione della lingua di genere e del declino presunto o reale della nostra lingua.

L'Accademia della Crusca ha fornito in un comunicato una corretta interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso del Politecnico di Milano contro una sentenza del TAR che aveva di fatto annullato un regolamento emesso nel 2010 dallo stesso ateneo che imponeva l'uso esclusivo di inglese nei corsi di lauree magistrali e dottorato. Diversamente da quanto avevano riportato diversi quotidiani nazionali e da quanto avevamo anche riferito sul nostro sito, la sentenza non rappresenta affatto una vittoria del Politecnico, poiché essa difende la centralità della lingua italiana nella scuola e nelle...

Continuiamo a parlare del presunto declino della lingua italiana a scuola e nelle università. Abbiamo intervistato l'esperta di didattica della lingua Stefania Cavagnoli la quale, pur riconoscendo la legittimità dell'appello dei 600, ha posto l'accento su punti fino ad ora poco trattati: la percezione degli studenti, il problema delle richieste dei genitori e le paure degli insegnanti. Secondo la professoressa Cavagnoli i linguisti da soli non possono farcela a far passare l'idea che l'educazione linguistica non può limitarsi a grammatica e ortografia ed è necessaria una condivisione di questi temi con tutto l'universo degli insegnanti della scuola e dell'università.

A leggere i titoli dei principali giornali di stamattina sembrerebbe che a partire da ieri sarà finalmente possibile insegnare in lingua inglese nei corsi di lauree magistrali e dottorati degli atenei italiani. Ciò che sarà possibile, invece, è imporre il divieto dell'uso della lingua italiana per questi corsi, anche in presenza di resistenze da parte del corpo docente.
La Consulta, infatti, ha accolto ieri un ricorso del Politecnico di Milano contro una sentenza del TAR che aveva di fatto annullato un regolamento emesso nel 2010 dallo stesso ateneo che imponeva l'uso esclusivo di inglese nei corsi di lauree magistrali e dottorato. La sentenza della Consulta di ieri sottolinea che la scelta tra italiano e inglese dovrebbe essere lasciata ai singoli atenei e che il principio che ha ispirato la sentenza è...

Secondo un sondaggio realizzato da Ufficio Statistico dell'Unione Europea (Eurostat) l'italiano è stata la sesta lingua più studiata nelle scuole secondarie di primo grado dell'Unione Europea nel 2015. 
La lingua più studiata è ovviamente l'inglese, seguita nell'ordine da francese, tedesco, spagnolo e russo. Nel 2015 l'inglese è stato studiato da circa 17 milioni di studenti nelle scuole secondarie dell'Unione, mentre il numero di coloro che hanno studiato francese, tedesco e spagnolo è stato pari rispettivamente a 5, 3 e 2 milioni. 
La percentuale di coloro che hanno scelto l'italiano come lingua...

Anche il linguista Fabio Rossi prende posizione contro l'appello dei 600 del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. Intervistato da Informalingua, del quale è spesso un interlocutore, il professor Rossi è entrato nel merito delle questioni sollevate dall'appello criticandone l'impianto generale. Un ritorno alla "grammatichetta" del passato, sostiene Rossi nel suo intervento, significherebbe riproporre proprio il modello che ha portato alla situazione attuale. Solo un intervento serio sulle abilità degli studenti di utilizzare diverse varietà dell'italiano può migliorare il livello della scrittura a qualsiasi livello.

La scorsa settimana il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità ha lanciato un appello sul declino della lingua italiana nelle università firmato da oltre seicento (nel frattempo diventati 673) accademici. Nel loro appello i professori universitari hanno chiesto al governo e al Parlamento di fissare come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti. Il gruppo, inoltre, ha chiesto una revisione delle indicazioni nazionali, l’introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo, e la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all’esame di terza media. Successivamente alla pubblicazione dell'appello il Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica (GISCEL) ha criticato le modalità dell'intervento e risposto punto per punto alle argomentazioni del Gruppo di Firenze. Abbiamo intervistato il professor Alberto Sobrero, che è anche il segretario del GISCEL, di entrare del merito dei problemi sollevati dall'appello.

Gli stranieri che raggiungono un alto livello di competenza in lingua italiana sono anche in grado di pensare in italiano e, conseguentemente, di utilizzare la nostra ben nota gestualità. Sono queste le conclusioni di uno studio condotto da un ricercatore danese che ha testato la capacità di alcuni studenti di lingua italiana suoi connazionali di apprendere a gesticolare come gli italiani.
Secondo quanto riferisce il portale locale CPH Post Online, il ricercatore Bjørn Wessel-Tolvig ha verificato come gli studenti di lingua straniera con un alto livello di competenza siano in grado...

L'Accademia della Crusca ha emesso un comunicato con il quale chiede ai membri del Senato della Repubblica di sostituire l'anglicismo "Home Restaurant" con la formula "ristorante domestico" nella proposta di legge C. 3258 che disciplina l’attività di ristorazione in abitazione privata. I membri del gruppo Incipit della Crusca, che lavorano da diversi mesi nella lotta agli anglicismi superflui, hanno specificato nel comunicato che il Senato, prima di approvare la legge attualmente al vaglio dell'aula, dovrebbero valutare criticamente l’opportunità di introdurre nella legislazione un termine straniero "che, oltre a non apportare alcuna chiarezza...

Provincia di Bolzano e Regione Veneto, pur con le dovute differenze, hanno recentemente proposto nuove normative linguistiche che intendono modificare, tra le altre cose, le rispettive toponomastiche. Si tratta di normative che mettono a rischio la lingua italiana in questi territori o invece solo di valorizzazione di lingue minoritarie e dialetti?
Abbiamo chiesto al professore di linguistica italiana dell'Università di Messina Fabio Ruggiano di analizzare entrambe le proposte e di valutarne l'effettiva applicabilità.

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