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Anche il linguista Fabio Rossi prende posizione contro l'appello dei 600 del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. Intervistato da Informalingua, del quale è spesso un interlocutore, il professor Rossi è entrato nel merito delle questioni sollevate dall'appello criticandone l'impianto generale. Un ritorno alla "grammatichetta" del passato, sostiene Rossi nel suo intervento, significherebbe riproporre proprio il modello che ha portato alla situazione attuale. Solo un intervento serio sulle abilità degli studenti di utilizzare diverse varietà dell'italiano può migliorare il livello della scrittura a qualsiasi livello.

La scorsa settimana il Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità ha lanciato un appello sul declino della lingua italiana nelle università firmato da oltre seicento (nel frattempo diventati 673) accademici. Nel loro appello i professori universitari hanno chiesto al governo e al Parlamento di fissare come obiettivo urgente il raggiungimento, al termine del primo ciclo, di un sufficiente possesso degli strumenti linguistici di base da parte della grande maggioranza degli studenti. Il gruppo, inoltre, ha chiesto una revisione delle indicazioni nazionali, l’introduzione di verifiche nazionali periodiche durante gli otto anni del primo ciclo, e la partecipazione di docenti delle medie e delle superiori rispettivamente alla verifica in uscita dalla primaria e all’esame di terza media. Successivamente alla pubblicazione dell'appello il Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell'Educazione Linguistica (GISCEL) ha criticato le modalità dell'intervento e risposto punto per punto alle argomentazioni del Gruppo di Firenze. Abbiamo intervistato il professor Alberto Sobrero, che è anche il segretario del GISCEL, di entrare del merito dei problemi sollevati dall'appello.

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