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La classe capovolta è una delle proposte didattiche che ha suscitato più entusiasmo tra gli insegnanti nell'ultimo decennio. Abbiamo chiesto al professore di didattica Gianfranco Porcelli di spiegarci se questo tipo di lezione sia adatta all'insegnamento linguistico e se presenti, eventualmente, delle controindicazione. Con il professore abbiamo parlato anche di mode e tradizione nella didattica e sulla capacità della scuola italiana di recepire l'innovazione.

Secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti, gli adulti sarebbero in grado di apprendere una seconda lingua seguendo più o meno gli stessi meccanismi dei parlanti madrelingua.
Lo studio intende ridimensionare in qualche misura il ruolo preponderante che la prima lingua gioca nel creare interfenze con il nuovo sistema linguistico che si intende apprendere. 
I ricercatori, attivi presso la University of California Riverside, hanno osservato come adulti anglofoni che stanno imparando lo spagnolo siano in grado di...

A rendere gli adulti meno rapidi e flessibili nell'apprendimento di una seconda lingua rispetto ai bambini sono soprattutto condizionamenti di carattere sociale e psicologico e non cambiamenti nella configurazione del cervello. Ad affermarlo è la linguista statunitense Gita Martohardjono, che ha condotto un progetto di ricerca su due diverse popolazioni bilingui degli Stati Uniti: gli ispanici che parlano spagnolo a casa ma la cui lingua dominante è l'inglese e gli ispanici che sono fluenti in inglese ma la cui prima lingua resta lo spagnolo. La Martohardjono ha utilizzato la risonanza magnetica per analizzare l'attività cerebrale di diversi rappresentanti dei due gruppi...

L'Università di Pisa ha annunciato che è in procinto di partire la seconda edizione del corso di inglese rivolto a studenti con dislessia evolutiva. Il corso è stato organizzato dal Centro linguistico d’Ateneo (CLi) in collaborazione con lo Sportello DSA e prevede l’utilizzo di tecniche sperimentali volte a favorire gli apprendimenti linguistici in studenti con disturbi specifici dell'apprendimento. 
Le lezioni saranno tenute da due CEL (collaboratori ed esperti linguistici) madrelingua appositamente formati, in collaborazione due ricercatrici di Lingua e Traduzione inglese...

Chiunque si sia cimentato con l'insegnamento linguistico a studenti giapponesi, e più in generale a studenti asiatici, è ben consapevole della loro reticenza a parlare ed esprimersi spontaneamente in classe, anche in presenza di attività didattiche mirate allo sviluppo del parlato e delle competenze comunicative. Fino ad oggi, tuttavia, nessuno aveva provato a dare una spiegazione di carattere scientifico sulle ragioni per cui i giapponesi sono così riluttanti ad esprimersi in una seconda lingua. 
A fornire chiarimenti di carattere scientifico in materia ci ha pensato uno studioso dell'università britannica di Leicester (University of Leicester), il professore Jim King, che ha appena condotto...

Il governo Renzi ha annunciato lo scorso 3 ottobre un piano per la formazione obbligatoria dei docenti della scuola che prevede un investimento di circa 325 milioni di euro. Secondo quanto comunica il Miur, alle risorse annunciate si aggiungono gli 1,1 miliardi della Carta del docente, per un totale di 1,4 miliardi stanziati nel periodo 2016/2019 per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale del corpo insegnante.
Il piano ha tra le sue priorità la formazione linguistica e prevede, tra le altre cose, l’innalzamento del livello di competenza linguistica degli insegnanti e percorsi sulla metodologia CLIL. Gli insegnanti coinvolti nella formazione linguistica saranno circa 130mila, mentre quelli che il piano intende formare complessivamente nei prossimi tre anni sono 750mila.
Abbiamo chiesto a Stefania Cavagnoli, professoressa di glottodidattica dell'Università di Roma Tor Vergata, di valutare cifre e obiettivi del piano e di analizzare gli aspetti relativi alla formazione linguistica.

Dal luglio del 2015 è attivo SÌT, un social network per chi vuole imparare e insegnare l’italiano a stranieri. A detta dei suoi creatori, Sìt è ideale per integrare, approfondire e analizzare gli argomenti trattati in classe, oppure per permettere agli studenti di imparare da soli e soddisfare le proprie esigenze linguistico-culturali, mettendoli in condizione di sfruttare le proprie strategie e capacità cognitive, in un ambiente multimediale, interattivo e cooperativo. 
Abbiamo chiesto ad uno dei fondatori della piattaforma, Gennaro Falcone, di spiegarci le diverse possibilità offerte dalla stessa e di come studenti e insegnanti possano effettivamente interagire.

Un gruppo di ricerca formato da esperti dei centri di ricerca olandesi Donders Institute for Brain, Cognition and Behaviour e Max Planck Institute for Psycholinguistics è riuscito ad analizzare come il cervello umano, nel riorgannizzare la grammatica di una seconda lingua, lo faccia integrandola con la conoscenza linguistica già esistente.
Secondo quanto riferisce Eurekalert gli scienziati hanno utilizzato immagini cerebrali per osservare come il cervello umano faccia molta attenzione, ad esempio, al fatto che la seconda lingua che sta apprendendo...

Anche quest'anno dall’11 al 15 luglio il fondatore della ludolinguistica nell’insegnamento della lingua straniera/seconda, il professor Anthony Mollica della Brock University di St. Catharines in Canada, terrà un corso articolato in lezioni e seminari presso l'Università per Stranieri di Siena. Si tratta della nona edizione di un appuntamento che si ripete ormai una volta o due volte l'anno dal 2010.  Anche in questa circostanza ne abbiamo approfittato per contattarlo e intrattenerci piacevolmente con lui sulla ludolinguistica.

La ricerca scientifica sulla didattica delle lingue ha raggiunto in Italia ottimi livelli. La disseminazione dei risultati della ricerca nel sistema scolastico, tuttavia, non sembra ancora aver raggiunto una dimensione accettabile e la scuola italiana mostra di recepire con molta lentezza gli approcci e gli strumenti didattici suggeriti dal mondo scientifico, che indica da almeno due decenni una strada ben diversa da quella percorsa in passato. Abbiamo chiesto al professor Carlos Melero dell'Università Ca' Foscari, che ha recentemente pubblicato il volume "Le lingue in Italia, le lingue in Europa: dove siamo, dove andiamo", di analizzare la questione e di fare un confronto con la situazione di altri paesi europei.

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