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Ricerca e tecnologia

Perché in inglese e francese una frase dichiarativa non può mai iniziare con un verbo, mentre ciò è possibile in italiano e spagnolo? Perché, in buona sostanza, in italiano posso dire la frase "sembra che il francese sia difficile" iniziando con un verbo, mentre in inglese sono costretto a iniziare con il pronome "it" come nel caso della frase "it seems like French is hard"? A dare una risposta a questo quesito ha provato Norvin Richards, professore di linguistica presso il celebre centro di ricerca statunitense Massachussets Institute of Technology, il quale ha recentemente pubblicato il libro "Contiguity Theory", in cui sostiene che a determinare le due diverse soluzioni sintattiche...

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Alcuni scienziati dell'università statunitense di Rocherster (University of Rochester) hanno annunciato di essere riusciti decifrare e predire per la prima volta come si sviluppi l'attività neuronale del nostro cervello quando rappresentiamo una parola all'interno di una frase. 
La ricerca ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per capire se, data una frase ben precisa, questa può essere analizzata nel rilevamento dell'attività neuronale attraverso segmenti che rappresentano...

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Anche i piccioni possono imparare l'inglese

Martedì, 20 Settembre 2016 19:18

Sebbene esseri e umani abbiano cervelli estremamente diversi, entrambe le specie sono in grado di apprendere delle regole ortografiche. Lo rivela uno studio realizzato dall'università tedesca di Bochum (Ruhr Universität Bochum) e dall'ateneo neozelandese di Otago (University of Otago), secondo il quale i piccioni sono in grado di riconoscere vere e proprie parole attraverso la visualizzazione delle lettere che le compongono. A detta del gruppo...

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Un gruppo di ricerca dell'università dei Paesi Baschi (Universidad del País Vasco) ha appena scoperto che i quantificatori vengono imparati dai bambini nello stesso ordine, indipendentemente dalla lingua parlata dagli stessi bambini. I quantificatori sono quelle parole che esprimono quantità come ad esempio "tutti", "alcuni", "la maggioranza" e "nessuno" e sono rappresentanti da articoli, numerali cardinali, aggettivi e pronomi indefiniti. 
La ricerca ha preso spunto da ricerche precedenti che dimostrano come i bambini apprendano i numeri in ordine crescente. 
Lo studio ha preso in esame 31 lingue e ha testato circa 768 bambini di età fino a cinque...

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Un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall'università statunitense di Cornell (Cornell University) ha realizzato uno studio che intende dimostrare come gli esseri umani tendano a usare gli stessi suoni per tutta una serie di parole del lessico di base delle rispettive lingue.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, vuole dimostrare l'esistenza di una forte relazione statistica tra alcuni elementi del lessico di base come parti del corpo o aspetti del mondo naturale e i suoni che gli esseri umani utilizzano per formare le parole...

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Che la pronuncia dell'inglese presenti maggiori difficoltà rispetto a quella di altre lingue moderne è noto a chiunque si sia cimentato con il suo studio. La sua irregolarità, le sue lettere mute e le diverse parole omofone che caratterizzano questa lingua rappresentano da sempre per studenti e insegnanti degli ostacoli che, seppur non insormontabili, mettono decisamente alla prova le abilità di scrittura e lettura. 
Quest'idea ampiamente diffusa, tuttavia, è stata sempre negata dal celebre linguista statunitense Noam Chomsky, il quale nella sua opera...

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L'analisi della lingua nel campo dell'elaborazione del linguaggio naturale (NLP) ha bisogno di prendere in esame non solo la lingua standard ma anche le varietà non standard e dialettali per far sì che interi segmenti di società non restino esclusi dal campo di azione di questa disciplina. Questo appello è stato lanciato alla comunità scientifica da Brendan O’Connor, un ricercatore specializzato nell'elaborazione del linguaggio naturale che opera presso l'università statunitense University of Massachusetts Amherst, e da Lisa Green, la direttrice del centro di ricerca Center for Study of African-American Language che fa capo allo...

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Le persone che durante l'infanzia sono esposte a un numero ridotto di stimoli linguistici hanno più probabilità di sviluppare forme di depressione durante il corso della propria esistenza. A questa conclusione è giunto un gruppo di ricercatori statunitensi che ha verificato in via sperimentale come i bambini che già a partire dal terzo anno di età hanno meno stimoli linguistici hanno tre volte di più degli altri bambini la possibilità di sviluppare forme di depressione a partire dalla terza elementare. 
Secondo il coordinatore della ricerca, il professor Keith Herman dell'università...

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