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Pubblicato in Politica ed economia

Crusca: sentenza della Consulta non è a favore del Politecnico, italiano è salvaguardato

Lunedì, 27 Febbraio 2017 16:16 Scritto da 
La sede dell'Accademia della Crusca a Firenze. La sede dell'Accademia della Crusca a Firenze. Wikimedia Commons

L'Accademia della Crusca ha fornito in un comunicato una corretta interpretazione della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso del Politecnico di Milano contro una sentenza del TAR che aveva di fatto annullato un regolamento emesso nel 2010 dallo stesso ateneo che imponeva l'uso esclusivo di inglese nei corsi di lauree magistrali e dottorato. Diversamente da quanto avevano riportato diversi quotidiani nazionali e da quanto avevamo anche riferito sul nostro sito, la sentenza non rappresenta affatto una vittoria del Politecnico, poiché essa difende la centralità della lingua italiana nella scuola e nelle università.
La Corte costituzionale ha sì respinto i dubbi di costituzionalità relativamente al regolamento del Politecnico che intende imporre l'uso esclusivo della lingua inglese per i corsi di master e dottorato, ma come sottolinea la Crusca "solo perché la disposizione della legge Gelmini sulla internalizzazione delle nostre università non avrebbe comunque potuto legittimare una decisione come quella assunta dal Politecnico".
Secondo la Crusca, dunque, l'italiano sarà salvaguardato e non sarà ridotto a una posizione marginale e subordinata. A questo proposito viene ritenuto decisivo, tra gli altri, questo fondamentale passaggio della sentenza: "Ove si interpretasse la disposizione oggetto del presente giudizio nel senso che agli atenei sia consentito predisporre una generale offerta formativa che contempli intieri corsi di studio impartiti esclusivamente in una lingua diversa dall’italiano, anche in settori nei quali l’oggetto stesso dell’insegnamento lo richieda, si determinerebbe, senz’altro, un illegittimo sacrificio di tali principî. L’esclusività della lingua straniera, infatti, innanzitutto estrometterebbe integralmente e indiscriminatamente la lingua ufficiale della Repubblica dall’insegnamento universitario di intieri rami del sapere. Le legittime finalità dell’internazionalizzazione non possono ridurre la lingua italiana, all’interno dell’università italiana, a una posizione marginale e subordinata, obliterando quella funzione, che le è propria, di vettore della storia e dell’identità della comunità nazionale, nonché il suo essere, di per sé, patrimonio culturale da preservare e valorizzare".
Ci auguriamo che questa analisi della sentenza della Corte Costituzionale non sia smentita dai fatti e che il Politecnico faccia presto chiarezza su come voglia procedere, visto che in ogni caso la sentenza ha ammesso la costituzionalità del regolamento.
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