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Pubblicato in Politica ed economia

Studio: Trump semplifica troppo linguaggio politico e mette a rischio democrazia

Mercoledì, 22 Febbraio 2017 08:03 Scritto da 
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump Wikimedia Commons

L'eccessiva semplificazione del linguaggio della politica messa in atto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima in campagna elettorale e poi durante le prime settimane del suo mandato potrebbe rappresentare un serio rischio per la democrazia. A sostenerlo è il linguista svizzero Jacques Savoy dell'Università di Neuchatel che teme che il linguaggio della politica vada sempre più nella direzione della brevità e dell'estrema semplificazione imposta dai messaggi di Twitter.
La ricerca, pubblicata sul portale Digital Scholarship in the Humanities, ha analizzato e quantificato le enormi differenze di stile dei candidati alle elezioni presidenziali statunitensi dello scorso autunno. L'analisi lessicale ha messo in evidenza come Donald Trump sia stato il candidato con il maggior grado di semplificazione e per questo ragione una figura atipica rispetto a tutti gli altri aspiranti presidenti.
Il gruppo di ricerca guidato da Savoy ha analizzato le trascrizioni dei dibattiti televisivi a cui hanno partecipato tutti i candidati alle presidenziali e cioè Jeb Bush, Hillary Clinton, Ted Cruz, John Kasich, Martin O'Malley, Rand Paul, Marco Rubio, Bernie Sanders, e ovviamente Donald Trump. Secondo diversi indicatori stilistici utilizzati per la ricerca, Trump ha utilizzato uno stile di comunicazione molto semplice, evitando formulazioni e lessico poco complessi. In particolare, Trump ha fatto registrare il minor punteggio in termini di densità lessicale, che è quell'indicatore che ci dice quanta informazione reale ci sia nel parlato. Ad esempio, Trump ha riutilizzato più spesso rispetto agli candidati le stesse frasi e ha fatto un uso preponderante del pronome personale di prima persona singolare "I" rispetto al plurale "we". La Clinton, O'Malley, e Sanders sono i candidati che hanno fatto registrare la maggiore densità lessicale e il maggior numero di parole complesse.
Secondo le cifre fornite da Savoy, Trump è stato il candidato con la minore densità lessicale (36,6 per cento), mentre Cruz è stato quello con la percentuale più alta (44,6 per cento).
Per maggiori dettagli sulla ricerca cliccare qui.
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