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Pubblicato in Ricerca e tecnologia

Studenti giapponesi troppo silenziosi a lezione di lingua? Dipende soprattutto da paura di sbagliare

Sabato, 31 Dicembre 2016 13:26 Scritto da 
Secondo una recente ricerca britannica gli studenti giapponesi sarebbe poco loquaci a lezione di lingua soprattutto a causa della paura di sbagliare. Secondo una recente ricerca britannica gli studenti giapponesi sarebbe poco loquaci a lezione di lingua soprattutto a causa della paura di sbagliare. Wikimedia Commons

Chiunque si sia cimentato con l'insegnamento linguistico a studenti giapponesi, e più in generale a studenti asiatici, è ben consapevole della loro reticenza a parlare ed esprimersi spontaneamente in classe, anche in presenza di attività didattiche mirate allo sviluppo del parlato e delle competenze comunicative. Fino ad oggi, tuttavia, nessuno aveva provato a dare una spiegazione di carattere scientifico sulle ragioni per cui i giapponesi sono così riluttanti ad esprimersi in una seconda lingua.
A fornire chiarimenti di carattere scientifico in materia ci ha pensato uno studioso dell'università britannica di Leicester (University of Leicester), il professore Jim King, che ha appena condotto una ricerca che dimostrerebbe che tra tutti i fattori che determinano questo fenomeno il più importante sarebbe la paura di sbagliare.
Lo riferisce il quotidiano giapponese Japan Times secondo il quale una serie di fattori di carattere culturale, psicologico e legati ai metodi di insegnamento sono responsabili per il tipico silenzio degli studenti nella lezione di lingua. Secondo King, tuttavia, una paura nevrotica (dall'inglese "neurotic dread") sarebbe il principale ostacolo a una libera espressione degli studenti nipponici in classe. Si tratterebbe, in sostanza, di un eccesso di quello che si chiama in gergo il "filtro affettivo", e cioè di tutti quei fattori di natura psicologica e affettiva che determinano ansia e impediscono o rallentano l'acquisizione di una seconda lingua, e che la didattica più aggiornata si sforza costantemente di attenuare.
Lo studioso ha esaminato il comportamento di circa 924 studenti in diverse università giapponesi e ha verificato che la maggior parte di essi non osava sperimentare quanto appreso a lezione nel parlato per la semplice "paura di perdere la faccia". King ritiene che questa costante sensazione di sentirsi osservati e giudicati inibisca profondamente e in modo sistematico le capacità comunicative degli studenti giapponesi e che ciò porti gli insegnanti a dominare la scena in classe e a svolgere troppe attività di tipo traduttivo.
Sebbene la ricerca abbia evidenziato alcuni aspetti negativi del silenzio dei giapponesi in classe, King ha ricordato l'importaza di osservare una certa tolleranza rispetto ai silenzi tipici di molte culture asiatiche e ha indicato nel rigido sistema educatico giapponese uno dei principali colpevoli di questa situazione.
Per leggere l'articolo del Japan Times cliccare qui.
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