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Pubblicato in Ricerca e tecnologia

Ricercatori canadesi dimostrano vantaggi del bilinguismo precoce

Giovedì, 09 Aprile 2015 14:23 Scritto da 
Una delle ricette migliori per crescere i bambini bilingui è un'esposizione bilanciata alle due lingue che stanno acquisendo. Una delle ricette migliori per crescere i bambini bilingui è un'esposizione bilanciata alle due lingue che stanno acquisendo. Wikimedia Commons

I ricercatori canadesi Krista Byers-Heinlein della Concordia University e Casey Lew-Williams della Northwestern University hanno scritto un interessante articolo scientifico che intende smontare le argomentazioni, sostenute in molti casi anche da pediatri, secondo cui il bilinguismo precoce potrebbe essere dannoso per lo sviluppo dei bambini esposti al contatto con due lingue. Secondo i due ricercatori tali argomentazioni sono basate su falsi miti e fraintendimenti piuttosto che su presupposti scientifici.
Un primo falso mito da sfatare è quello secondo cui i bambini bilingui crescerebbo avvolti nella confusione. Molti, infatti, ritengono che lo scambiare parole tra i due sistemi linguistici che i bambini stanno acquisendo rappresenti una spia di tale confusione, mentre tale meccanismo in realtà non fa altro che evidenziare le forti capacità comunicative dei bambini bilingui, che utilizzano come possono tutte le risorse linguistiche che hanno a disposizione per esprimersi e che è, invece, un loro punto di forza.
Un secondo punto su cui i ricercatori intendono fare chiarezza è l'assunto secondo cui i bambini bilingui arrivano ad avere vantaggi a livello cognitivo rispetto ai monolingui. A questo proposito i due studiosi sottolineano che gli studi condotti sino ad ora sul tema hanno dimostrato che gli individui bilingui possono avere vantaggi in termini di abilità sociali (dall'inglese "social skills") e che possono sviluppare maggiore empatia. Inoltre, sostengono i due ricercatori, i bambini bilingui avrebbero anche vantaggi nello sviluppo delle capacità di memorizzazione. I due studiosi, tuttavia, hanno anche evidenziato come tutti questi vantaggi siano stati sino ad ora rilevati scientificamente solo a livello sperimentale.
Un altro punto affrontato dalla ricerca è quello relativo all'approccio "one-person-one-language", in base al quale il bambino impara le due lingue associandole a persone differenti (o ai due genitori che sono di madrelingua diversa), avendo in questo modo un quadro più chiaro delle coordinate per il loro utilizzo. Tale approccio è stato considerato per anni il migliore possibile. I due ricercatori, tuttavia, hanno indicato che tale approccio può portare alla completa acquisizione delle due lingue da parte del bambino, ma che ciò non necessariamente possa verificarsi. Ciò che conta è l'esposizione al contatto con le due lingue, sia in termini quantitativi che qualitativi, e la possibilità di interagire con un diverso numero di parlanti in entrambe le lingue. Un'esposizione bilanciata al contatto con le due lingue è ritenuta la ricetta migliore per una soddisfacente acquisizione dei due sistemi linguistici.
Un altro punto controverso riguardo alla crescita dei bambini bilingui è quello relativo a una presunta maggiore difficoltà nell'utilizzo della lingua. A questo proposito i due ricercatori sostengono che, seppure i bambini bilingui conoscono meno parole nelle due lingue rispetto ai rispettivi parlanti monolingui, il vocabolario concettuale trasversale alle due lingue sviluppato dai bilingui permette loro di ridurre tale distanza. I due studiosi, inoltre, rigettano l'idea che i bambini bilingui possano essere maggiormente esposti allo sviluppo di disturbi del linguaggio, sostenendo che essi hanno le stesse possibilità dei bambini monolingui che tali disturbi possano presentarsi.
Per l'accesso diretto all'articolo in lingua inglese cliccare sul seguente link.
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